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martedì 5 marzo 2013

Rendez Vous Tomorrow


William Marc ZANGHI - STRADE PERDUTE

a cura di Lorenzo Bruni


18 Aprile 2013 - 25 Maggio 2013
Inaugurazione: Giovedì 18 Aprile 2013 - ore 19:00
Sede: RizzutoArte - Via Monte Cuccio 30 - PALERMO
Giorni e orari: da Giovedì al Sabato - dalle ore 15:00 alle 19:00

Sarà inaugurata giovedì 18 aprile ore 19.00, alla Galleria RizzutoArte (Palermo, via Monte Cuccio 30) “Strade perdute” la nuova mostra personale di William Marc Zanghi, artista italo-americano considerato uno degli esponenti più interessanti della pittura contemporanea.
Il progetto, pensato appositamente per la galleria palermitana, comprende nuove grandi tele, un lavoro scultoreo in poliuretano espanso e una serie di paesaggi visti a “volo d'uccello” realizzati per la prima volta su carta. Lavori inediti e sorprendenti che comporranno un progetto innovativo di grande qualità artistica e potenza visiva. La mostra, curata dal critico Lorenzo Bruni, sarà visitabile fino al 25 maggio, da mercoledì a sabato (ore 15.00-19.00).

Il titolo “Strade perdute” è un libero riferimento al film di David Lynch uscito nel 1997 e che anticipava molte tematiche che si sono presentate a livello ontologico successivamente, riguardanti il rapporto tra  identità fisica e identità mentale. L'associazione a questo regista è da attribuire anche alla sua predilezione a narrare gli aspetti surreali presenti nel quotidiano, attitudine che William Marc Zanghi da sempre cerca di far emergere con i suoi paesaggi.

“Strade perdute” rappresenta un momento di svolta nella ricerca artistica di William Marc Zanghi. Puntini di colore che si affastellano o teste mostruose che nascono al posto di fiori sono gli elementi che in questi anni l'artista ha utilizzato per interrompere la trama della figurazione che lui stesso metteva in scena.  Nella nuova produzione l’artista porta alle estreme conseguenze alcuni elementi formali che spiazzavano e disorientavano lo spettatore all'interno dei suoi quadri precedenti, e si interroga esplicitamente sulla origine di tali elementi. I nuovi lavori, infatti, hanno come protagonisti strane creature dalle sembianze umane, bizzarre teste antropomorfe che inspiegabilmente si ritrovano in territori sempre al limite tra terra e acqua. Ciò che emerge con forza è la necessità – dell’artista innanzitutto- di spiegare la natura (organica-inorganica), nonché la provenienza (autoctona-alloctona) di queste teste. In tal senso, allora, questi elementi appaiono - in una più innovativa dimensione tra allegoria e presentazione - come reperti che l’artista ritrova nel territorio della sua stessa pittura e di cui egli vuole chiarire l’origine. Così - come un ricercatore, come un compilatore di mappe – sente l’esigenza di constatare, rilevare, analizzare e presentare questi elementi formali che “emergono” nei suoi lavori e che egli stesso utilizza. 

Nelle nuove tele, le foreste e le case lasciano il posto alla rappresentazione di nuove isole che in questo caso però non evocano un luogo di esilio, ma un luogo di ribollimento di nuove energie. La sfida formale di rappresentare territori d’incontro di terra e acqua, dove mapparne gli elementi stranianti, ha portato poi l'artista ad utilizzare per la prima volta la carta come altro nuovo supporto. Le sculture antropomorfe in poliuretano espanso dai colori improbabili - che nulla hanno a che fare con la tematica del grottesco – affrontano l’idea della auto-ironia che possono avere gli oggetti prodotti/usati dall'uomo e osservati da altri uomini. Questo aspetto è confermato dalla scelta dell'artista di presentarle non come un'installazione o come pittura tridimensionale, ma come reperti o oggetti museali esposti in teche o su piedistalli di metallo che ricordano i display anni sessanta. Così, queste teste che ci guardano o che si fanno guardare con una dimensione indifesa disarmante sollevano la questione in quale contesto collocarle o da quale mondo sono scaturite.

In quest’ottica, la nuova produzione di Zanghi evidenzia una profonda critica alla dimensione pittorica intesa come pura decorazione, e proprio questo approccio concede nuovi significati al suo lavoro. Le opere in mostra alla galleria RizzutoArte, sia per le nuove tematiche che per la varietà di medium pittorici usati permettono, dunque, di ri-leggere tutto il percorso dell'artista e di ri-collocare la sua ricerca artistica nel superamento del dibattito culturale europeo attorno alla polemica del ritorno alla pittura e del suo confronto con il nuovo realismo digitale.

Come scrive nel testo in catalogo il critico Lorenzo Bruni: “Nell’ultima produzione di Zanghi, le “Strade perdute” non sono quelle fisiche o psicologiche del singolo osservatore, ma quelle ignorate a livello allegorico e simbolico dalla dimensione collettiva. Infatti, il dato di fatto che sembra emergere è che oggi la società, che può essere in contatto con tutti e tutto ma presente a niente, si manifesta in una stasi galleggiante e apatica. (…) Le opere di Zanghi puntano a sublimare questo vuoto per mezzo di un pathos ironico con cui solleva, con voce lieve e forse inconsapevole, domande legate a cosa sia un ''oggetto d'arte e il suo ruolo nella nostra società.”



William Marc Zanghi - Strade perdute
a cura di Lorenzo Bruni
Galleria RizzutoArte
Palermo, Via Monte Cuccio 30
Inaugurazione giovedì 18 aprile 2013 – ore 19.00
18 aprile-25 maggio 2013
Visitabile da giovedì a sabato, ore 15.00–19.00
Ingresso libero

Per informazioni:
Eva Oliveri  +39 348.3622577;  evaoliveri@rizzutoarte.com
Tiziana Pantaleo  +39 091 526843 www.rizzutoarte.com
www.facebook.com/RizzutoArte

giovedì 10 gennaio 2013

Martina Di Trapani. Un Arsenio Lupin a tinte rosa.





V: Martina, artisti si nasce o si diventa?
 Tu quando hai sentito che la tua strada sarebbe stata l’arte? Mi racconti un po’ il tuo percorso.

M:”Signore si nasce ed io lo nacqui, modestamente” (Totò dal film Signori si nasce) Il mio parere è relativo, perché in fondo non sono io a decidere chi fa o vuol diventare artista. Io sono nata cosi’,imperfetta, ma decisa! Esistono anche quelli che alzandosi la mattina decidono di fare gli artisti. In conclusione c’è posto per tutti benvenuti allo zoo.Ho iniziato fin da piccola a coltivare questa passione, nell’arco degli anni ho concepito che l’arte è una questione culturale, ed ho imparato ad averne rispetto e ho seguito la mia strada. Ricordo i diari Jacovitti di mia zia, li copiavo, la formazione scolastica, i rimproveri, la scuola, la scuola, la mia amata Palermo e il mio trasferimento a Torino.


V: I tuoi quadri quadri sembrano raccontare mondi fantastici, da dove nasce la tua creatività?
M: Sono circondata da colori, libri, fumetti e polvere, da un passato che non mi lascia e sento la necessità di rigurgitare tutto quello che ho dentro. Il bene il male, l’amore,il dolore e la mia continua malinconia. il mio lavoro è ricerca, studio continuamente, mi informo, leggo, ascolto musica e divoro film su film. Nei miei lavori sono nascosti molti segreti, chi ha un’alta sensibilità riesce a leggerli, se mi chiedono io racconto, se li guardano e sorridono sono felice, se non piacciono poco importa. Tanto se piove … piove per tutti.




V: Love, l’amore…. a te la parola:
M:Un pò di zucchero Baby!
L’Amore, l’Amore … non sapevo cosa fosse, poi l’ho incontrato ci siamo presentati e piano piano ha cresciuto una donna, poi mi ha ucciso, la mia anima è volata allora lo ho odiato, poi è tornato, mi ha chiesto scusa ed io a lui. E’ tutto quello che ho, è la mia vita, lasciatemi gridare; io senza amore non so stare!

V: Martina, oltre ad essere una pittrice hai creato il progetto Superstars, una piattaforma dove presenti anche giovani artisti, come è nato il progetto? Ce lo spieghi brevemente?
M: Brevemente? Io? Sono prolissa, ma giuro che sarò breve.
L’amore per il mio lavoro e la necessità di aprirmi ad altri territori, ha voluto fondere in me l’idea di questo progetto: aperto allo sviluppo e alla ricerca di artisti di ogni età e luogo disposti a crederci veramente. La continua ricerca e l’approfondimento di questo lavoro mi ha portata ad interagire, da artista, con altri artisti. Confrontandomi con loro e creando eventi d’arte contemporanea all’interno di una città,(Torino) che non è la mia, ma che in qualche modo ho reso mia. Visti gli ottimi risultati ottenuti adesso SuperStars invaderà il mondo, di iene ce ne sono tante in giro, ma io me le mangio tutte! Anche se preferisco le verdure.

V:Hai avuto dei maestri? devi dire grazie a qualcuno se oggi sei un’artista?
Ma: Molti, Artisti, Amici, Scrittori, ma come gli amori vanno e vengono e alcuni ti feriscono, ma un’amica mi ha detto: “Servono a darti forza, e una faccia come il culo, ma non cambiano la nostra sensibilità.” Devo ringraziare la vita che è meravigliosa, e il marciapiede che mi ha cresciuta. Personalmente non devo favori a nessuno, non ho scheletri dietro l’armadio, non ho spazio neanche per mettere i vestiti.


V: La mostra impossibile. Qual’è la mostra che vorresti fare.
M: Niente è impossibile. La soluzione sta nella concentrazione e nell’assoluta libertà dell’essere. Valeria non mi provocare, dietro Martina Love si nasconde l’inafferrabile Arsenio Lupin! Vorrei fare … non te lo dico.


Foto Fausto Brigantino
Martina Di Trapani è nata a Palermo, vive e lavora a Torino.